giovedì, 22 ottobre 2020

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Individuato e arrestato anche il secondo malvivente che, insieme a Luca Giuseppe Di Paola, ha messo a segno una rapina aggravata dall'uso delle armi presso il bar/tabacchi di piazza Stazione a Vittoria. La Polizia ha eseguito ieri mattina la misura cautelare della custodia in carcere a carico di Giovanni Nicastro, vittoriese di 27 anni. I due arrivavano a bordo di uno scooter, Di Paola rimase a bordo del mezzo mentre Nicastro entrò sparando un colpo di pistola in aria che si conficcò nel tetto. Furono attimi di violenza e vero terrore. I bambini furono portati dietro al bancone e il titolare consegnò subito i 3000 euro che aveva in tasca. Non soddisfatto, Nicastro puntò la pistola alla testa della cassiera che consegnò tutto il contenuto. A quel punto il proprietario ingaggiò una lotta in difesa della moglie e il rapinatore sparò un altro colpo che solo per un caso fortuito non colpì nessuno. Poi, dopo aver arraffato il denaro, Nicastro salì sullo scooter e Di Paola fuggì. Le immediate indagini della Squadra Mobile e del Commissariato di polizia di Vittoria permisero di ricostruire le fasi della rapina e di individuare il modello dello scooter utilizzato. Dopo alcuni giorni venne perquisita l'attività del padre di Di Paola, che fu arrestato per detenzione illegale d'arma da fuoco, accollandosi la responsabilità della detenzione. Fondamentale per l'attribuzione della responsabilità a carico di Di Paola, anche l'esame delle immagini di video sorveglianza dell'azienda del padre che hanno permesso di ricostruire le fasi di occultamento dello scooter e della pistola. 

 

La Polizia Scientifica aveva già accertato che la pistola utilizzata durante la rapina fosse la stessa rinvenuta presso l'azienda del padre del rapinatore. La comparazione balistica effettuata in uno speciale laboratorio della Polizia di Stato, ha tracciato gli stessi segni sui bossoli rinvenuti a terra nel bar e quelli sparati in fase di esperimento. Dopo le indagini delicatissime condotte per individuare i rapinatori, ancora non erano stati raccolti gravi indizi di colpevolezza sul Nicastro ma solo su Di Paola. La strategia della Procura della Repubblica di Ragusa e degli investigatori è stata quella di convocare con un scusa Nicastro durante le fasi dell’arresto di Di Paola.

 

Messi insieme in una sala d’attesa, i due rapinatori sono stati intercettati ed hanno ammesso le loro responsabilità. Proprio Nicastro era stato colui che aveva materialmente esploso i colpi di pistola e Di Paola era colui che aveva guidato lo scooter. Entrambi, chiusi nella stanza della Polizia di Stato, volevano aprire i cassetti per trovare armi da rubare ai poliziotti della Squadra Mobile. Ovviamente le armi in dotazione non sono state trovate, inoltre pianificavano la fuga dalla finestra, non sapendo che qualora fossero riusciti a rompere i vetri, avrebbero trovato i poliziotti ad aspettarli perché nel contempo erano intercettati. Durante le intercettazioni i due criminali hanno ammesso le loro responsabilità, rimarcando i vari errori da loro commessi, come quello di non gettare la pistola e di averla custodita nell’azienda del padre. Ieri mattina Nicastro è stato arrestato sul luogo di lavoro e condotto in carcere. 

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