giovedì, 24 settembre 2020

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- Stamane a Bruxelles e a Palermo la Dia del capoluogo siciliano ha arrestato, in collaborazione con la Polizia belga e il Servizio di cooperazione internazionale di polizia, Maurizio Castiglia, 43 anni, palermitano domiciliato a Bruxelles, e Antonio Di Bella, 30 anni, residente a Misilmeri. Sono accusati di incendio e omicidio pluriaggravato avvenuto a Villabate (PA) la notte del 28 novembre 2011, quando Carmela Nunzia Castelli, 69 anni, morì per insufficienza respiratoria acuta a seguito dell'incendio doloso della sua abitazione. All'epoca l'episodio fu imputato a un corto circuito della stufa. Le indagini della Dia furono avviate sulla scorta di elementi acquisiti in un'altra attività investigativa e hanno dimostrato la natura dolosa dell'incendio. Il movente sarebbe da individuare nella volontà dei due di costringere la donna a lasciare l'appartamento, abitato anche dalla figlia disabile, per poterlo occupare abusivamente; come poi accadde. I Vigili del fuoco salvarono dalle fiamme la figlia adolescente della donna.

- Mette il piede nell'attrezzo dove la mamma stava facendo spinning e le saltano tre dita del piede. E' la disavventura occorsa a Palermo a una bambina di 18 mesi, operata d’urgenza presso l'Unità operativa di chirurgia plastica dell'ospedale Villa Sofia.Dopo l’arrivo al pronto soccorso dell'Ospedale dei bambini, è stata trasferita al Trauma center di Villa Sofia, dove la dr.ssa Daniela Bagnasco ha eseguito l'intervento per reimpiantare le tre dita amputate."Un intervento complesso - dice Dario Sajeva, coordinatore dell'Unità operativa - perché il trauma da schiacciamento e strappamento è stato violento, con un livello di disarticolazione quasi completo in una estremità podalica di una bambina di 18 mesi. La piccola è ora ricoverata e viene monitorata costantemente".

- Un tunisino 29enne latitante, Hamdi Zidane, è stato individuato e arrestato tra i vicoli di corso Umberto a Taormina. Ha provato a nascondersi tra i turisti del centro storico e quando ha capito di essere stato individuato dai poliziotti, ha cercato di seminarli imboccando i vicoli. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, dovendo espiare una pena detentiva definitiva di un anno e 8 mesi di carcere. Arrestato più volte in flagranza per rapina e furto aggravato fra il 2012 e il 2014 a Catania, era ricercato dall’inizio di aprile, Dopo l’arresto, i poliziotti lo hanno trasferito presso la Casa Circondariale Messina Gazzi.

- Scoppia la polemica dei sindacati sul caso dei 4500 dipendenti di fascia A e B che, alla Regione, non possono più svolgere mansioni superiori e rischiano di dover tornare a fare archiviazione, protocollo e fotocopie. “Si rischia la paralisi nei Centri provinciali per l’impiego” dice la FP Cgil siciliana, che commenta così l’intenzione di inibire l’uso delle password ai dipendenti e rilancia la richiesta al Governo regionale di “apertura immediata di un tavolo contrattuale per definire i percorsi di riqualificazione del personale, dando a tutti la giusta collocazione”. La CGIL annuncia dunque lo stato di agitazione del personale della regione e “iniziative anche legali a tutela dei lavoratori che hanno operato in questi anni in fascia A e B”. “E’ arrivato il momento- fanno sapere - di affrontare la questione alla base, con un negoziato che conduca alla corretta ricollocazione del personale”.

- Da diverse ore non si avevano più sue notizie, ieri mattina era stata trovata la sua barca e nel pomeriggio è stato recuperato il corpo senza vita di Ivan Bova, 37 anni, il sub che era disperso davanti alla costa tra Termini Imerese e Trabia, nel Palermitano. I sommozzatori dei vigili del fuoco l'hanno recuperato in fondo al mare a un miglio dalla costa di Trabia, proprio nei pressi dell'imbarcazione. Alle operazioni di recupero ha partecipato anche una motovedetta della Capitaneria di porto. Il corpo è stato portato a Termini Imerese.

- Un pregiudicato romeno di 30 anni, Marius Ciprian Maftei, è stato arrestato dalla polizia a Gela dopo un funambolico inseguimento sui tetti. Aveva appena compiuto una rapina in casa di due anziane, sequestrate e minacciate nella loro abitazione di via Navarra, nel centro storico.L'allarme è scattato alle 2.30, quando alcuni vicini, insospettiti dalle urla delle vecchiette hanno chiamato il 113. All'arrivo degli agenti, il romeno ha tentato la fuga attraverso i tetti, inseguito dai poliziotti. Nel frattempo, alcuni carabinieri e altri agenti sono intervenuti come rinforzo, seguendo, dalla strada, il percorso del bandito. Il romeno ha cercato di bloccare gli inseguitori lanciando contro di loro pietre e tegole e poi ingaggiando un violento corpo a corpo. E' stato catturato, ma due agenti sono stati costretti a farsi medicare al pronto soccorso dell'ospedale; hanno ferite dichiarate guaribili in 30 e 5 giorni. Maftei è stato rinchiuso nel carcere di contrada Balate. Dovrà rispondere di rapina aggravata, sequestro di persona, violazione di domicilio, danneggiamento e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nella sua casa i poliziotti hanno trovato oggetti di valore, probabile proventi di altri furti e rapine.

- Da 12 giorni senza acqua. Il sindaco di Favara, Anna Alba, ha diffidato la società che si occupa della gestione del servizio idrico, Girgenti Acque. "Considerato che la pazienza dei cittadini, con particolare riferimento agli utenti portatori di handicap e ai titolari di attività commerciali, è stata messa a dura prova da tali gravi disservizi - dice il sindaco - si diffida la società al ripristino urgente della corretta erogazione idrica contrattualmente prevista, diversamente si procederà alla segnalazione alle autorità competenti per scongiurare gravi rischi igienico-sanitari connessi al mancato approvvigionamento idrico".Girgenti Acque, ieri, aveva comunicato che "a seguito di un guasto riscontrato lungo la condotta di adduzione ai Comuni di Raffadali e Joppolo e nelle frazioni di Agrigento di Giardina Gallotti e Montaperto", sarebbero potuti verificarsi disservizi ad Agrigento, Favara, Comitini, Aragona e Porto Empedocle.

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