giovedì, 24 settembre 2020

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"L'arresto di Riina fu frutto di un compromesso vergognoso che certamente era noto ad alcuni ufficiali del Ros, fu frutto di un progetto tenuto nascosto a quegli esponenti delle istituzioni e quei magistrati che credevano invece nella fermezza dell'azione dello Stato contro Cosa nostra". A sostenerlo il pm Vittorio Teresi secondo cui, appunto, la cattura del boss corleonese fu snodo della seconda fase della trattativa tra parte delle istituzioni e la mafia. L’ipotesi è al centro dell'udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia, dedicata alla prosecuzione della requisitoria. Il pm Teresi è quindi certo che Riina venne "consegnato" ai carabinieri dall'ala di Cosa nostra vicina a Bernardo Provenzano. Riina, con cui i militari del Ros imputati al processo avrebbero intavolato un dialogo finalizzato a far cessare le stragi, sarebbe stato ritenuto un "interlocutore" troppo intransigente. Perciò gli si sarebbe stato preferito Provenzano. 

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