mercoledì, 25 novembre 2020

Radio Sole News

Vittoria: giornata contro la violenza sulle donne, il Teatro si tinge di arancione
Un anno di "codice rosso", report della Polizia di Stato ed iniziative della Questura di Ragusa
Covid, si cerca il plasma dei pazienti guariti
 
L'emergenza Covid cambia ancora una volta appuramenti e riti religiosi
Tolomeo lascia il ruolo di coordinatore di "Vittoria Solidale". "Sarò impegnato in altri progetti di solidarietà"
Irene Sallemi, terzo ufficiale di macchina ed orgoglio scoglittiese
La Polizia Giudiziaria, a seguito dello sbarco di ieri, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di B.A.,27 anni, e Z.A., 25 anni, entrambi algerini. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche. I migranti sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati e identificati dalla Polizia Scientifica. Alle ore 23.20 dell'8 novembre scorso la motovedetta CP 319 del Comando della Guardia Costiera di Lampedusa avvistava un gommone lungo circa 7 metri carico di migranti in acque territoriali italiane. In considerazione delle condizioni di sovraffollamento del natante, la motovedetta di soccorso dichiarava evento Sai e procedeva al trasbordo dei 32 migranti, conducendoli presso il molo Favarolo di Lampedusa. Il gommone utilizzato dai migranti veniva trainato sino al molo di approdo e sottoposto a sequestro da parte dell’unità intervenuta. Una volta sbarcati a Lampedusa, tutti i migranti recuperati venivano esclusivamente sottoposti alle procedure di pre-identificazione e fotografati. Nelle ore successive i migranti venivano trasportati a bordo di due distinti pattugliatori presso il porto di Pozzallo, affinché venissero poi condotti all’Hotspot. Lo sbarco a Pozzallo è avvenuto quindi alle ore 23:50 di giorno 9 e le fasi di identificazione sono durate tutta la notte del 10. Insieme ai 32 migranti sono poi sbarcati altri 58 migranti per un totale di 90, in seguito ad altri eventi sar gestiti dalle motovedette di stanza a Lampedusa. Dopo le operazioni sanitarie di rito, i migranti sono stati trasferiti presso il locale Hotspot per la conclusione delle operazioni già avviate a Lampedusa dai colleghi della Questura di Agrigento ed in particolar modo dalla Polizia Scientifica della Questura di Ragusa che cura le procedure di fotosegnalamento. Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa - con la partecipazione della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Pozzallo, hanno eseguito il fermo disposto dalla Procura della Repubblica di Agrigento, dopo articolate ed intense indagini, dei due membri dell’equipaggio. Le attività di indagine hanno avuto inizio ancor prima che i migranti sbarcassero a Pozzallo, grazie allo scambio informativo tra gli uomini della Squadra Mobile di Agrigento, presenti a Lampedusa, e quelli della Squadra Mobile di Ragusa, che operano presso l’hotspot di Pozzallo. Lo scambio di foto dei migranti sbarcati a Lampedusa e le prime attività informative acquisite sul molo di quel porto hanno permesso ai poliziotti della Squadra Mobile di Ragusa di poter individuare i sospettati ancora prima del loro arrivo a Pozzallo, tanto che non appena sbarcati sono stati subito separati dal resto dei migranti. Sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento, competente territorialmente per questo evento Sar (primo luogo di sbarco Lampedusa), i poliziotti hanno lavorato tutta la notte per poter ascoltare e verbalizzare le dichiarazioni dei migranti, testimoni di tutte le fasi di partenza e traversata dalla Libia verso le coste italiane. Dall’escussione dei migranti, emergeva chiaramente chi fossero i due scafisti. I migranti, infatti, non solo descrivevano il loro comportamento a bordo ma anche il fatto che i due non erano mai stati con loro nella connection house ( ossia luogo di raccolta dei migranti prima della partenza) ma erano già a sul natante pronti per la partenza la notte di giorno 8 quando si sono imbarcati. Oltre alle testimonianze dei migranti, è stato importantissimo esaminare il video-selfie girato da uno dei migranti di origini marocchine che al fine di documentare le fasi di viaggio ha inquadrato più volte i due indagati mentre conducevano il natante. Al termine dell’escussione dei migranti, gli investigatori della Polizia Giudiziaria hanno trasmesso le risultanze investigative al Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento che ha valutato tempestivamente le fonti di prova emettendo contestualmente il provvedimento di fermo di indiziato di delitto. Dopo gli accertamenti sull’identità dei due indagati, mediante l’acquisizione delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica, personale operante li ha condotti al carcere di Ragusa, dove resteranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Relativamente altri 58 migranti sbarcati, gli investigatori hanno raccolto altre fonti di prova a carico di un indagato egiziano presente ancora a Lampedusa e la sua posizione è tuttora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. A seguito delle scrupolose operazioni di fotosegnalamento, mediante acquisizione delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica, gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa hanno tratto in arresto una donna marocchina gravata da precedenti penali per reati contro il patrimonio commessi al Nord Italia ed a seguito dei quali era stata espulsa. La donna aveva inoltre giù tentato di fare ingresso clandestinamente a Trapani ma era stata espulsa. Così come disposto dalla Procura della Repubblica di Ragusa, la donna è stata condotta in carcere dagli uomini della Polizia di Stato, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Podcast di Radio Sole

TROVACI SU:

logo profilo facebook  logo pagina facebook    logo gruppo facebook  logo twitter   logo youtube   feed

Sostieni la Radio

Grazie per il vostro contributo