giovedì, 29 luglio 2021

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Una giovane di 26 anni è stata arrestata dalla Polizia di Stato, a Catania, con l'accusa di avere ucciso il proprio figlio di tre mesi lanciandolo con violenza a terra. Il neonato è morto in ospedale, lo scorso 15 novembre, per le ferite riportate alla testa. La notizia si è appresa però solo oggi, dopo che personale del commissariato Borgo Ognina ha eseguito nei confronti della donna un'ordinanza cautelare in carcere emessa dal Gip, su richiesta della Procura, per omicidio aggravato dall'avere agito contro il discendente. Il neonato è stato portato lo scorso 14 novembre nel pronto soccorso del Cannizzaro, dove è stato intubato e poi trasferito nella rianimazione della Neonatologia del Garibaldi-Nesima, dove è deceduto il giorno dopo il ricovero. In un primo momento la madre aveva riferito che il figlio "si era fatto male cadendole accidentalmente dalle braccia a causa di una spinta che si era data da solo". Successivamente, però, attraverso l'audizione da parte della Procura e della Polizia di tutti i soggetti intervenuti nell'immediatezza e dei fatti, e della stessa madre, sentita alla presenza del difensore di fiducia, si accertava che la caduta del bambino non era stata accidentale ma che era stata la madre dello stesso a scaraventarlo a terra con forza. Le indagini del commissariato di polizia Borgo-Ognina sono state coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall'aggiunto Ignazio Fonzo, che coordina il dipartimento reati contro le persone, e dal sostituto Fabio Saponara. "Avevo la mente oscurata" e "non so spiegare cosa è successo", "sicuramente non volevo uccidere mio figlio, non ho mai pensato di ucciderlo, io lo amavo". Così, nell'interrogatorio davanti ai Pm, la 26enne arrestata". Ai magistrati, ricostruisce il suo legale, l'avvocato Luigi Zinno, la donna ha detto di "essersi sentita male" e che la sua intenzione era di "gettarlo sul letto e non per terra".

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