giovedì, 22 aprile 2021

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Nella mattina dello scorso 7 maggio, una pattuglia del Commissariato di Vittoria, interveniva in una locale casa di accoglienza per stranieri, dove era stato segnalato che un soggetto, non più ospite della struttura, pretendeva da giorni, con atteggiamenti violenti e minacciosi nei confronti dei responsabili, di continuare ad essere ospitato e mantenuto presso il citato centro pur non avendone più diritto. Giunti sul posto, gli operatori di Polizia, unitamente ai responsabili del centro, tentavano di calmare il soggetto, successivamente identificato per J.S., senegalese di 24 anni già noto alle forze dell’ordine, che si mostrava irrequieto ed insofferente agli inviti degli operatori a tenere un comportamento rispettoso delle regole. Dopo avere spiegato allo straniero la situazione, riportata la la calma, gli agenti si allontanavano dal centro con la rassicurazione da parte dell’uomo che avrebbe lasciato la struttura di lì a breve. Tuttavia, poco dopo, giungeva agli agenti una nuova segnalazione dalla locale Sala Operativa per richiesta di intervento presso quella stessa comunità, dato che una mediatrice culturale era stata nuovamente minacciata dal J.S. al fine di avere consegnato del denaro per lasciare quella struttura. Giunti nuovamente sul posto, gli agenti vedevano la dipendente correre nella loro direzione, palesemente spaventata, indicando la stanza dove si era rifugiato il citato senegalese il quale, ivi raggiunto, iniziava a gridare minacciosamente verso gli agenti insultandoli e minacciandoli. Così facendo il soggetto improvvisamente si scagliava verso i poliziotti sferrando pugni e calci, nonché cercando di colpirli lanciandogli contro una grossa pietra che per fortuna veniva schivata. I poliziotti, con non poca difficoltà, grazie all’alta professionalità, utilizzando anche il c.d. “spray al peperoncino” in dotazione, riuscivano a bloccare l’energumeno mettendolo in sicurezza. A seguito di tale aggressione gli agenti riportavano entrambi lesioni guaribili in 5 giorni s.c.. Per tali fatti il soggetto veniva tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e condotto in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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