venerdì, 05 giugno 2020

Radio Sole News

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Comiso: consegnati locali all' ufficio intercomunale per l'agricoltura
Asp Rg, da lunedì 8 riprendono le prenotazioni per le prestazioni on line
Tentato omicidio, Elio Greco condannato a 9 anni di reclusione
Villa comunale Vittoria. Dispenza: "sabato si riapre"
Bonifica Macconi e Marina di Acate, Campo: “Musumeci ‘sordo’ ai richiami del ministro Costa, vorremmo capire il perché”
Veronica Panarello è stata "lucida" e "cosciente" nell'uccisione del figlio Andrea Loris Stival, tanto che l'imputata avrebbe anche provato a depistare le indagini. Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni depositate oggi nel verdetto 882 relativo all'udienza svoltasi lo scorso 21 novembre, conclusasi con il rigetto del ricorso della difesa della Panarello contro la condanna a 30 anni di reclusione inflitta alla donna dalla Corte di Assise di Appello di Catania nel 2016. Confermata, quindi, la sentenza di condanna di primo e secondo grado nei confronti della donna accusata di aver ucciso il figlio, strangolandolo, il 29 novembre del 2014, a Santa Croce Camerina. La Cassazione spiega quindi le motivazioni depositate oggi nel verdetto 882 relativo all'udienza svoltasi lo scorso 21 novembre, conclusasi con il rigetto del ricorso della difesa della Panarello contro la condanna a 30 anni di reclusione inflitta alla donna dalla Corte di Assise di Appello di Catania nel 2016. La "condotta complessivamente considerata- scrivono- dimostra che l'imputata non versava in stato confusionale come la stessa in seguito ha cercato di far credere ma che al contrario era perfettamente cosciente e orientata nell'attività di eliminazione delle tracce del commesso reato e di depistaggio delle indagini". La Panarello, scrivono ancora i giudici, "ha consapevolmente mutato più volte versione dei fatti" e "non ha esitato a gettare sospetti", fino "ad accusare ingiustamente il suocero dell'omicidio".

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