venerdì, 24 gennaio 2020

E' stato depositato giovedì scorso l'esito dell'autopsia sul cuoco modicano Peppe Lucifora, 57 anni, trovato assassinato nella sua abitazione il 10 novembre scorso. Secondo le prime indiscrezioni, l'uomo sarebbe stato prima colpito con violenza e poi strangolato, con una sola mano. Così almeno scrive il giornalista Carmelo Ricotti La Rocca in un articolo a sua firma pubblicato sul quotidiano "La Sicilia". Altro dato emerso, sempre secondo le prime indiscrezioni, è che la morte del cuoco non è avvenuta al termine di una sera a base di sesso e droga. Quel giorno, infatti, l'uomo non aveva fatto uso di droghe ed aveva una presenza minima di alcool nel sangue, pari ad uno o due bicchieri di vino. Su incarico della procura di Ragusa – le indagini sono coordinate dal sostituto Francesco Riccio – gli esami sono stati effettuati dal medico legale Giuseppe Iuvara e dal tossicologo forense, Pietro Zuccarello. Il legale della famiglia della vittima, Ignazio Galfo, ha richiesto una copia forense del tablet per effettuare alcuni accertamenti di parte. I tre fratelli di Lucifora risultano parti offese. Intanto le indagini affidate ai carabinieri proseguono nella ricerca del responsabile dell’omicidio, non ancora individuato. Non sono stati ritrovati il telefono di Lucifora e la chiave che chiudeva la stanza dentro la quale è stato rinvenuto il cadavere.

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