mercoledì, 03 giugno 2020

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La Polizia di Comiso ha arrestato un cinquantenne comisano, già noto alle forze dell’ordine, colto nella flagranza del reato di atti persecutori ai danni della donna con cui aveva avuto un rapporto sentimentale durato circa 8 anni ed interrotto definitivamente alla fine dello scorso anno.

In particolare, domenica scorsa, 17 maggio, mentre transitava per le vie di Comiso a bordo del proprio veicolo, la donna notava di essere seguita dal suo ex fidanzato che, non contento per la fine della relazione fra i due, già da diversi mesi aveva iniziato a perseguitarla. Approfittando di un momento favorevole, la  donna si fermava in prossimità di una pattuglia della Polizia impegnata ad eseguire dei controlli su strada. Dopo aver spiegato ai poliziotti la sua preoccupazione, veniva accompagnata dalla Volante nella sua abitazione e invitata a recarsi prima possibile al locale Commissariato di Pubblica Sicurezza per chiarire meglio la vicenda. Nel frattempo, l’inseguitore si era dileguato. Nel primo pomeriggio di lunedì la donna, maturata l’idea di rivolgersi alla Polizia, usciva di casa e si accorgeva di essere stata ancora una volta pedinata dal suo ex, che la seguiva sino al Commissariato di Comiso. Qui, correndo verso l’ingresso, le veniva subito aperto l’uscio e riusciva a richiudere la porta alle sue spalle.

L’uomo, rimasto all’esterno, iniziava ad inveire nei confronti della donna sino a quando, raggiunto dai poliziotti, veniva bloccato ed identificato. Si trattava di persona già nota alle forze dell’ordine. In considerazione del contesto e dell’aggressività dimostrata, l’uomo veniva sottoposto a perquisizione personale, estesa al veicolo, che consentiva di rinvenire all’interno del mezzo due coltelli a serramanico. La donna, evidentemente scossa per l’accaduto, riferiva che a seguito della decisione di lasciare l’uomo, questi aveva iniziato una serie di condotte persecutorie, quali pedinamenti e messaggi minatori tramite social network. 

Ricostruita la vicenda e accertata la flagranza della condotta illecita, l’uomo veniva dichiarato in arresto per il reato di atti persecutori e su disposizione del P.M. di turno sottoposto agli arresti domiciliari. Veniva inoltre segnalato all’autorità giudiziaria per il porto ingiustificato dei due coltelli, sottoposti a sequestro.

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