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12 giugno 2020

La Seus (il servizio di emergenza urgenza) rischia di scomparire ed a pagarne le spese non saranno solo i dipendenti, ma anche tutti i siciliani. E' questo l'allarme lanciato dall'Orsa Sanità e dai Cobas. Ecco il testo integrale del loro documento di denuncia: 

“Per essere siciliani occorre essere diversi", cosi scriveva Vitaliano Brancati, scrittore di Pachino. Non esiste giorno, minuto o secondo lasciato alle spalle che il siciliano non sia consapevole del suo percorso divergente, della sua emarginazione, del suo isolamento. Il siciliano è il precario per eccellenza e tutti, dico tutti, approfittano di questa precarietà per mettere le mani sulla ricchezza del nostro territorio, sulle eccellenze costruite con fermezza e dedizione.Porre in essere Ia migrazione dal pubblico al privato dei servizi a maggior contenuto tecnologico e altamente specialistico è un programma che va avanti da anni che in Lombardia ha dato i suoi prodotti:  Strutture di assistenza di lungo termine pubbliche scomparse, sostituite da Rsa private.

La Sicilia è un boccone ghiotto e Ia Seus, il servizio di emergenza-urgenza, eccellenza del nostro territorio al servizio dei cittadini, non può esimersi dal ricoprire il ruolo del "committente", destinata ad uniformarsi al modello Lombardo, facendo entrare nel quasi-mercato della sanita soggetti privali con orientamenti profit.  Basta guardare la Convenzione transitoria tra l'AREUS e le Associazioni di volontariato/Cooperative Sociali Onlus per le attività prestate a mezzo ambulanza e disposte dalla stessa Arcus in Sardegna. E sull' ingresso del privato i controlli sono morbidi o assenti, il risultato lo vedranno proprio i cittadini quando si vedranno ridotti i servizi col ridimensionamento delle attività di prevenzione, mentre il privato metterà Ia "longa manus" sull’intero comparto della sanità.

Dietro finte riforme e ddl vari si nasconde Ia rissa delle comari! A pagare, come sempre, saranno in primis i dipendenti della Seus, autisti-soccorritori che per salvare la Regione Sicilia,soltanto alcuni anni fa, hanno dovuto rinunciare ai loro diritti nel passaggio da S.I.S.E a SEUS. Che poi, senza troppi dati alla mano, con una ASL unica, regionale e fuori controllo, e con gli accorpamenti conseguenti, invece di risparmiare in Sardegna si è visto un aumento della spesa, una disorganizzazione imperante.

Quello che appare strano che complici del piano siano proprio i politici siciliani, pronti a svendere circa 3000 lavoratori, così come i Sindacati di categoria, soprattutto quelli medici che non saranno esonerati dalla riforma del Sistema Sanitario.

Se in Sardegna, Delogu ha accentrato su di sé quattro incarichi, senza concorso e senza delibere regionali, l'Areus interviene, senza il coinvolgimento dei sindacati, ad approvare orari di servizio, spostamenti del personale, definizione di ruoli, con il volontariato. Il quadro è quasi completo. Basta fare i nomi dei prescelti ed il previsto aumento dei finanziamenti di 1,5 milioni di euro, con tutti i servizi delle rete di emergenza-urgenza, finiranno per arricchire i privati.

La Seus non sparirò subito, ma solo entro un paio d'anni. Ma chi beneficerà di questa mitico Sistema Sanitario? che fine faranno i dipendenti rimasti in Seus?

Noi, sindacati autonomi, riteniamo che bisogna puntare sull’orgoglio dei siciliani, scendere in piazza uniti e lottare per i diritti violati, certi che anche altri sindacati, come già stanno dimostrando, si uniranno con on obiettivo unanime: "tutelare la salute pubblica"

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