lunedì, 03 agosto 2020

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16 giugno 2020

Ci sarebbe un movente passionale alla base dell’omicidio dello chef modicano Peppe Lucifora, 57 anni, trovato morto in circostanze misteriose nella sua casa. In manette, come vi abbiamo raccontato ieri (qui l’articolo Modica: svolta nell\'omicidio Lucifora. Carabinieri arrestano presunto responsabile) è finito il carabiniere Davide Corallo di 39 anni, che è stato arrestato dai colleghi del comando provinciale di Ragusa.

 

Corallo è residente a a Giarratana ma in servizio nel Siracusano fino a poco tempo fa, a Buccheri precisamente, prima di essere sospeso dopo essere stato indagato a febbraio per il delitto. L’uomo era infatti  tra i sospettati ed era stato anche sentito sul caso. L’arresto è stato eseguito su richiesta del sostituto procuratore di Ragusa Francesco Riccio e su disposizione del Gip Eleonora Schininà.

 

Come spiegano i carabinieri,  si è arrivati a Corallo grazie anche al determinante apporto del reparto speciale dell’Arma preposto alle investigazioni scientifiche, il RIS di Messina. Il repertamento e l’analisi tecnica dei campioni biologici, unitamente ai segni di particolare violenza evidenti fin dall’inizio sul corpo della vittima ed agli elementi acquisiti nel corso delle indagini più tradizionali svolte sul territorio dai militari dell’Arma, hanno consentito di ricondurre i motivi del gesto a verosimile movente passionale, visti  i rapporti pregressi con la vittima.

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