sabato, 31 ottobre 2020

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14 ottobre 2020

La Fiadel di Ragusa interviene sulla recente decisione del CDA della SRR di Ragusa di costituire una società di scopo tra i soci della stessa società d’ambito(ovvero tra tutti i comuni della provincia di Ragusa) utile a gestire tutti gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, ad oggi  condotti  per lo più da privati.

Il segretario provinciale del sindacato, Giorgio Iabichella,  lamenta il fatto che “la SRR non ha, come spesso accade, pensato di consultare le parti sociali prima di approvare un provvedimento cosi’ importante per la collettività provinciale. Lo dimostrano i vari interventi succedutosi dopo la pubblicazione della notizia da parte di associazioni,  di consiglieri comunali e stranamente anche di un Sindaco ( che ha votato a favore in seno al CDA della SRR), che interviene a posteriori precisando le sue preoccupazioni e chiedendo i dovuti approfondimenti.”

 

“Seppur condividendo l’opportunità di un ritorno alle “municipalizzate”, almeno in linea teorica, non si comprende, però, perche’ stavolta dovrebbe funzionare. Pensiamo alle passate esperienze(negative) di società pubbliche costituite da Enti pubblici, non per ultima la ex Ato ambiente, oggi in liquidazione, o alle varie società partecipate della Regione Sicilia che, se non privatizzate, sono state messe quasi tutte in liquidazione (la chiusura sarebbe dovuta avvenire, tra l’altro, entro giugno 2020).”

“Non si comprende- continua il segretario della Fiadel - come potrebbero,  i comuni (gia’ in grosse difficoltà a gestire le proprie casse),riuscire a gestire i pagamenti e la gestione di impianti importantissimi per la collettività iblea, come l’impianto di compostaggio, il TMB, o la gestione post-mortem delle discariche, senza avere gli incassi diretti delle tasse dei cittadini. Ovvero ci preoccupano i notevoli ritardi dei pagamenti, che già oggi esistono, verso la SRR, dei singoli soci(Comuni). Tant’è che la Regione ha inviato i commissari ad acta per recuperare le somme che alcuni comuni iblei non versano regolarmente nelle casse della SRR.

Ci preoccupa anche e soprattutto la tutela dei livelli occupazionali, visto che il CDA non ha pensato di consultarci, e  ci preoccupa molto il pagamento puntuale degli stipendi, proprio per le esperienze pregresse.

Infine, vorremmo conoscere quali sono questi impianti ben gestiti in house nelle altre province siciliane, come citato in un comunicato stampa dal Presidente della CDA, Cassì.

Auspico che il CDA e l’assemblea soci della SRR di Ragusa possa comprendere di aver fatto un passo falso e che ritorni indietro, facendo i dovuti passaggi, e coinvolgendo tutte le parti sociali interessate alla costituzione di una nuova entità istituzionale importante per tutta la comunità ragusana.

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