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18 novembre 2020

 

"Ancora una proroga per la zona rossa di Vittoria. E’ arrivata, come al solito, dopo un giorno di attesa, qualche ora prima della mezzanotte, una sorta di proroga "befana" che non porta regali ma carbone".

Così la Cna di Vittoria- sezione Filippo Bonetta- i cui vertici aggiungono: "E’ evidente come i dati epidemiologici del nostro territorio siano allarmanti, ma è altrettanto evidente come, malgrado la zona rossa sia attiva da 15 giorni, in quest’arco di tempo gli infettati sono aumentati circa del 50%. Nessuno si è chiesto e si chiede perché? Basta firmare ordinanze “contigibili e urgenti” per sentirsi a posto e aver fatto bene il proprio lavoro? Una classe politica degna di questa definizione non adotta atteggiamenti superficiali e pilateschi. Una classe politica seria e capace pensa a come salvaguardare sanitariamente ed economicamente il territorio che governa, non si nega alle richieste di chiarimento delle istituzioni comunali, non fugge come i conigli di fronte alle proprie responsabiltà. Una classe politica e di governo seria e capace pensa a come salvaguardare l’embrione vero del lavoro: la Microimpresa. Ecco, tutto questo il governo Musumeci non lo ha fatto. La Sicilia, e in questo caso specifico la nostra Città, Vittoria, non solo deve fronteggiare da sola le tante infezioni che da tempo la ammorbano, ma ora è costretta a contrastare, in totale solitudine, le ulteriori difficoltà economiche che creano queste ordinanze".

 

"Per essere chiari- si legge ancora- la CNA, viste le condizioni sanitarie della Città, ritiene giusta la zona rossa, ma la stessa deve essere accompagnata da un sostegno economico per tutte quelle categorie economiche che sono costrette, per motivi sanitari, a rimanere chiuse. E’ da ciabattoni della politica scrivere e prorogare la formula: “divieto di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e/o privato, nel territorio comunale, fatta eccezione dei casi in cui ci si debba recare sul luogo di lavoro (solo se non è consentito il lavoro in c.d. smart working), ovvero per l’acquisto e/o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria e/o per appuntamento presso studi professionali”. È grazie alle tante incertezze contenute in questa frase che in questi 15 giorni di "zona rosa", il numero delle persone contaminate è cresciuto. Se un artigiano o un commerciante può andare a lavorare nella sua attività, ciò significa che può anche fornire il suo servizio alla clientela e che quindi il divieto di circolare viene meno. E’ così che i numeri delle persone contaminate sono cresciuti in questi 15 giorni. Tutto questo perché? La risposta è molto semplice, così come continua ad essere semplice non riconoscere nessun tipo di indennizzo o ristoro perché il lavoro o l'aperture delle attività, furbescamente, non è stato vietato. Una beffa doppia: la prima è sanitaria, la seconda è economica". 

 

Rivolgendosi direttamente al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, la Cna di Vittoria aggiunge: "se non sa dove prendere i soldi per indennizzare le attività di una zona rossa che grazie a lei crea più contagi, siamo noi a darle qualche indicazione: rimodulare con il Comune una parte dei fondi dell’agenda urbana in cui Vittoria è inserita. Li ci sono somme da poter distribuire alle imprese locali. Potrebbe essere un’indicazione? Oppure, ancora, un'altra cosa: la Regione ha ancora a disposizione una buona parte dei fondi Poc (Programma operativo complementare), dovrebbero essere circa 700 milioni di euro. Una piccola parte di questa cifra consistente potrebbe essere rimodulata e usata per ristorare le Imprese delle zone rosse comunali? Cortesemente, non ci pensi molto: mentre lei si trastulla tra le sue indecisioni qui ci si ammala o per Covid o per sconforto".

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