sabato, 06 marzo 2021

Radio Sole News

Compie un anno la Breast Unit dell'Asp di Ragusa
Pallamano serie a2/m: la KeyJey Ragusa si lecca le ferite e si prepara al rush finale
La Sicilia resta gialla. Proposta "isole minori covid-free" per rilanciare il turismo
Il giovanissimo Carmelo Burrafato, comisano, nella nuova fiction di rai 1 "Màkari"
Vittoria, all’Istituto Caruano: “Lockdown Day. One Year Later”
Sicilia. Dipasquale: Lagalla trovi fondi specifici per dotare personale scolastico di mascherine FFP2

15 gennaio 2021

 

15 gennaio 2021

 

“Rinvio del voto, voto ora, voto dopo, questo è il dilemma. C’è qualcosa di non plausibile nel nuovo, probabile, pre-annunciato, provvedimento di rinvio delle elezioni comunali di Vittoria”. Così il candidato sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, commenta la decisione del Consiglio dei Ministri di fissare a maggio le amministrative in città.  

“Intanto- continua- sui tempi di comunicazione delle decisioni assunte, sia a Roma che a Palermo: sempre all’ultimo minuto, senza alcun rispetto per le comunità civiche coinvolte, che, secondo loro, sarebbero i destinatari passivi delle loro decisioni. Tra Roma e Palermo ultimamente non si parlano: le decisioni assunte ieri a Palermo ribadivano le scadenze temporali delle elezioni (14 marzo) e avevano ridefinito procedure da seguire dopo il rinvio di novembre. A Roma, invece, hanno deciso di rinviare a nuova data, entro il 30 maggio si dice, le elezioni nei comuni sciolti per mafia mentre si consentirebbe, in Sicilia, il voto a marzo solo ai comuni in scadenza ordinaria, per esempio Tremestieri. La qualcosa sarebbe non solo singolare ma addirittura bislacca e provocatoria. Due decisioni in contrasto nella stessa giornata. Come è possibile una cosa del genere?” 

“Dopo di che siamo in attesa- aggiunge ancora Aiello- che questi Governi dimostrino un minimo di rispetto per le comunità e chiariscano per tempo quello che vogliono fare. Sempre che le cose abbiano un senso: le uniche ragioni plausibili che possiamo accettare devono essere erga omnes, valide per tutti. Nessuno pensi di non fare votare solo Vittoria mentre si parla di zona rossa e di fare due pesi e due misure. Sarebbe un grave abuso, che noi rifiutiamo. Se il problema è il Coronavirus, questo vale per tutti. Non ci possono essere ‘trucchi’ discriminatori. In tal caso, saremmo costretti a manifestare il nostro dissenso. A Vittoria siamo arrivati a livelli paurosi di degrado: i servizi primari non funzionano, la gente è disperata. Un qualunque rinvio delle elezioni destinato solo a Vittoria rischia di aggravare la situazione già abbastanza intollerabile. Io stesso annuncio la volontà di protestare direttamente nelle sedi opportune. Sempre in maniera civile e democratica. Come conseguenza dei rinvii la Triade Commissariale rimane però a Vittoria, nei fatti vanificando la tempistica fissata dalla legge sullo scioglimento dei Comuni. Il commissariamento diventa un castigo, livoroso e annunciato, e le comunità perdono la loro fiducia nelle Istituzioni dello Stato che purtroppo non riescono, come in questo caso vittoriese, ad amministrare in maniera adeguata una popolazione travolta da un proclamato insulto di ‘irredimibilità mafiosa’. Ma non è la Regione ad avere la titolarità di gestire il percorso elettorale che la Comunità deve seguire quando sia stato esaurito il periodo di Commissariamento voluto dalla Legge (2 agosto 2020)? La legge nazionale prevedeva che i Commissari potessero portare al voto il Comune, se si fosse votato nel secondo semestre dell’anno. Cosa che non è accaduta né ad agosto né ad ottobre né a novembre dello scorso anno. In tal modo, e per conseguenza, il Comune di Vittoria è costretto a sostenere gli oneri di tre Commissari e non dell’unico commissario regionale, e a sostenere, oltre misura, il peso di un modo di amministrare che non risponde alle esigenze della società vittoriese. In conclusione, molte cose storte e incomprensibili si sono catapultate nella vicenda vittoriese. Sarà come sarà, nei fatti stiamo subendo una condizione di paralisi che Vittoria non ha mai patito. Crediamo nella dignità del nostro Popolo, nel futuro che ci appartiene. Siamo ben disposti a seguire questo cammino, ma nessuno pensi di umiliarci. Al voto noi ci saremo, assieme agli altri. E nessuno pensi che da noi non si vota mentre altrove si potrà votare. Vittoriesi, questo ci tocca vivere e dobbiamo subire, rispettando noi stessi e la nostra dignità di popolo libero”.

Podcast di Radio Sole

TROVACI SU:

logo profilo facebook  logo pagina facebook    logo gruppo facebook  logo twitter   logo youtube   feed

Sostieni la Radio

Grazie per il vostro contributo