giovedì, 04 marzo 2021

Radio Sole News

Asp 7: confermati gli oltre 100 casi di "variante inglese" in provincia di Ragusa
Depurazione: a Scoglitti nuova progettazione su rete fognaria, ora complessivi 44 chilometri
Comiso: rifiuti non conformi se fuori dai mastelli, scatta la "non conformità"
Governo Draghi verso il rinvio di tutte le elezioni, coinvolta anche Vittoria?
Pon Legalità: 7 milioni di finanziamento per 6 comuni iblei
Indagine Mare Jonio, emerge bonifico per trasbordo

23 gennaio  2021

 

La devozione della comunità comisana vuole tornare di nuovo a manifestarsi, in maniera prorompente, nonostante la pandemia da Covid-19, nei confronti del proprio patrono. Accadrà anche il 3 febbraio in occasione della festa liturgica di San Biagio con tutta una serie di celebrazioni che si terranno, naturalmente, rispettando le prescrizioni anticontagio. Gli appuntamenti religiosi che anticiperanno la giornata prenderanno il via domenica 31 gennaio e proseguiranno sino al mercoledì. La rettoria di San Biagio ha reso noti i contenuti del programma che saranno esclusivamente a sfondo religioso e che, nella giornata della festa liturgica, saranno caratterizzati dal rito della benedizione della gola. Ma perché è così diffusa la devozione del vescovo e martire nella cittadina casmenea? Sembra che il culto sia legato alla presenza di una comunità bizantina nei pressi del quartiere di Abraxia’s dell’antica Comiso. La costruzione della chiesa, oggi rettoria della parrocchia di Santa Maria delle Stelle, risale al 1500. Fu edificata sui resti di una preesistente chiesa basilide del III-IV secolo. Sembra che la chiesa fosse a tre navate con una cupola centrale, distrutte però dal terremoto del 1693 che colpì tutto il Val di Noto. Nel 1700, fu ricostruita a una navata. Alle messe che caratterizzeranno il programma saranno ammesse solo 130 persone per ogni celebrazione. L’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in città, ha programmato un’azione di pulizia straordinaria tutt’attorno alla chiesa. Nell’edificio di culto, come comunica il rettore, il sacerdote Innocenzo Mascali, sarà possibile entrare solo da via San Biagio. Vissuto tra il III e il V secolo a Sebaste in Armenia, Biagio era medico e venne nominato vescovo della sua città. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani. Durante il processo, rifiutò di rinnegare la fede cristiana. Per punizione fu straziato con i pettini di ferro che si usano per cardare la lana. Morì decapitato.

Podcast di Radio Sole

TROVACI SU:

logo profilo facebook  logo pagina facebook    logo gruppo facebook  logo twitter   logo youtube   feed

Sostieni la Radio

Grazie per il vostro contributo