lunedì, 10 maggio 2021

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04 maggio 2021

 

"Non ne possiamo più. Oltre ai danni, pure la beffa. Bisogna dare un segnale. E forte. E l’unico modo per farlo è protestare in maniera dignitosa, civile ma rivendicando con forza quelli che sono i nostri diritti. Qui ci sono operatori economici che non sanno più come fare per andare avanti, per mantenere le proprie famiglie. E poi assistiamo ad assembramenti di massa come quelli di ieri a Milano, e anche in altre piazze italiane, che rappresentano uno schiaffo per tutti noi”.

 

Così il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, nell’annunciare che a partire da giovedì 6 maggio attuerà lo sciopero della fame per evidenziare lo stato di gravissima difficoltà che attanaglia tutte le imprese del comparto, soprattutto gli addetti alla ristorazione e i bar. Una protesta a cui hanno deciso di unirsi, sempre a partire dalla stessa data, il presidente provinciale Confcommercio Catania, Piero Agen, che è anche presidente della Camera di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa; il presidente provinciale Confcommercio Trapani, Pino Pace, che è anche presidente Unioncamere Sicilia; e il presidente regionale Fipe Sicilia, Dario Pistorio.

“E’ da mesi che non si lavora – continua Pistorio – abbiamo sempre fatto prevalere la logica del buon senso, anche quando la situazione era, così com’è tuttora, disperata. Ma siamo rimasti senza parole per quello che è accaduto in queste ultime ore. Le dichiarazioni da noi rilasciare, le proteste di piazza da noi fatte, evidentemente, non bastano più. Sì, è necessario dare un segnale forte. E lo faremo nell’unico modo possibile, in modo dignitoso ma evidenziando tutta la nostra preoccupazione e il nostro malumore”.

“No, non ci stiamo a questo gioco al massacro – continua il presidente Agen – è una situazione davvero kafkiana. Non pretendiamo che le riaperture ci possano essere a partire da domani. Ma attendiamo una data certa. Chiediamo che le attività commerciali tuttora chiuse possano riaprire, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, a cominciare da un determinato momento. Andare avanti così, senza prospettive, sembra davvero camminare a tentoni”.

“Non volevamo certo arrivare a questo punto – continua il presidente Pace – e non ce l’abbiamo neppure con i tifosi interisti, e lo dico io da tifoso nerazzurro. Ma le scene a cui abbiamo assistito in questi giorni sono davvero pesantissime. Noi stiamo lottando ogni giorno per sopravvivere e poi ci confrontiamo con situazioni del genere. L’unico modo per andare avanti è quello di potere contare su un minimo di prospettiva. Sarà, altrimenti, una devastazione economica senza precedenti”. Allo sciopero della fame, intanto, stanno fornendo la propria adesione i primi dirigenti di Confcommercio come i vicepresidenti provinciali di Ragusa Giorgio Moncada e Antonio Prelati. Altre adesioni potrebbero registrarsi da qui a breve.

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