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16 giugno 2021

 

I militari della Tenenza di Modica hanno individuato sei esercizi commerciali a Modica e Scicli, riconducibili a due società gestite da una famiglia modicana, dove sono state rinvenute e sequestrate oltre 20.000 confezioni di cioccolato riportanti in maniera illegittima la denominazione “Cioccolato di Modica”, di cui circa 6.000 recanti anche il marchio I.G.P. “indicazione geografica protetta”. Il tutto per un valore commerciale di oltre 50.000 euro. I controlli sono scattati in esecuzione di un provvedimento di perquisizione e sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Ragusa.

Il 15 ottobre 2018, lo ricordiamo, è stato emanato un Regolamento europeo che ha reso quello di Modica il primo cioccolato I.G.P. riconosciuto in ambito comunitario e ne ha definito le caratteristiche organolettiche, i relativi metodi di produzione ed il piano dei controlli ai quali la filiera produttiva ed il prodotto devono essere sottoposti, affinché possa essere identificato con il marchio I.G.P. 

Inoltre, a tutela dei consumatori e a comprova dell’esistenza di una filiera produttiva controllata, ogni confezione di “Cioccolato di Modica” deve presentare uno specifico logo ritraente in modo stilizzato la “Valata ra ciucculata” e il “pistuni” (ossia lo spianatoio a mezzaluna e il mattarello cilindrico in pietra usati tradizionalmente nella lavorazione a mano della massa di cacao), il marchio “I.G.P.” ed un’etichetta riportante un numero progressivo assegnato dall’organismo di controllo “C.S.Q.A.”, appositamente autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. 

L’attenta analisi condotta dalle Fiamme Gialle modicane - i cui esiti sono stati posti all’attenzione della locale Procura della Repubblica la quale ha disposto mirate indagini al riguardo - ha consentito di portare alla luce una frode in commercio perpetrata mediante l’illecito utilizzo della denominazione “Cioccolato di Modica” e la contraffazione del marchio I.G.P. che contraddistinguono il famoso prodotto dolciario che ha contribuito in modo determinante alla crescita della fama della città di Modica, ormai riconosciuta in tutto il mondo come la “città del cioccolato”. 

I rappresentanti delle due società sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica per i reati di “Frode nell’esercizio del commercio”, che prevede la pena della reclusione fino a due anni e la multa fino a 2.065 €, e di “Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari”, che prevede la pena della reclusione fino a due anni e la multa fino a 20.000 €. 

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