martedì, 21 settembre 2021

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02 agosto 2021

 

Un 32enne albanese, già noto alle Forze dell'Ordine, è stato arrestato giovedì scorso dalla Polizia di Stato- Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vittoria- colto nella flagranza del reato tentato di violazione di domicilio aggravata dall’uso di armi.

In particolare, intorno alle ore 18 la pattuglia volante del Commissariato è intervenuta in un  condominio di Scoglitti, nella quale era stata segnalata una lite in ambito familiare e la presenza di un uomo in escandescenza che tentava di introdursi con violenza all’interno dell’abitazione della moglie. L’uomo  è stato rintracciato dagli Agenti sul pianerottolo dell’appartamento, nel quale vive la moglie, in evidente stato di agitazione e sotto l’effetto di sostanze alcoliche. In mano aveva persino un’ascia. Alla vista dei poliziotti, l'uomo ha tentato di nascondere l'arma sotto lo zerbino. L.E. è stato immediatamente bloccato dai poliziotti che, riuscendo a contenerne lo stato di agitazione, hanno recuperato l'ascia e lo hanno accompagnato in Commissariato. Dalle indagini è emerso che L.E., alcuni mesi fa, era già stato denunciato a piede libero per il reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie, tanto da essere stato sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. Inoltre, è stato accertato che alcune ore prima dell’intervento della Volante, l'uomo era riuscito ad avvicinare la moglie e ad aggredirla, tanto da procurarle degli ematomi agli arti superiori con prognosi di  sette giorni. La vittima aveva subito sporto denuncia presso la Compagnia Carabinieri di Vittoria.

 

Non pago dell’aggressione alla moglie commessa poco prima, L.E. si è quindi ripresentato a casa della donna che, avendo percepito una concreta situazione di rischio per la propria incolumità e per quella della figlia di appena nove anni, si è barricata in casa,  richiedendo l’intervento delle Forze dell’Ordine tramite il numero di emergenza.  Nel frattempo il marito, in preda ai fumi dell’alcool, cercava ostinatamente di irrompere all’interno dell’abitazione, colpendo violentemente e ripetutamente il portone di ingresso e minacciando di morte la moglie se non gli avesse aperto la porta. 

 

Visto quanto emerso dalle indagini e tenuto conto della gravità dei fatti commessi da L.E., nonché della sua  pericolosità, dopo gli adempimenti di rito l'uomo è stato tratto in arresto per violazione di domicilio aggravato e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, associato alla Casa circondariale di Ragusa, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Inoltre, L.E. è stato ulteriormente deferito per violazione del divieto di avvicinamento impostogli dal Giudice per le Indagini Preliminari.

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