giovedì, 27 gennaio 2022

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12 gennaio 2022

 

"La Sicilia sempre più vicina al passaggio in zona arancione a causa dell’ormai prossimo superamento del parametro del 20 per cento di copertura dei posti in terapia intensiva. Un evento che avremmo potuto evitare se il governo regionale avesse dato attuazione al finanziamento di 128 milioni di euro che il governo nazionale aveva destinato alla realizzazione di 571 posti letto, 253 dei quali in terapia intensiva e 318 in sub intensiva".  Lo dice nello Dipasquale parlamentare regionale del Partito democratico e deputato segretario all’Ars”. 

“Dal 15 ottobre del 2020, data in cui il presidente della Regione Musumeci nomina l’ingegnere Salvatore d’Urso come soggetto attuatore per l’attuazione degli interventi finalizzati alla realizzazione delle opere previste – aggiunge Dipasquale - nessuna notizia sull’avanzamento dello stato degli interventi e sull’attuazione delle attività previste è mai trapelata, nonostante i continui solleciti ad avere copia delle relazioni che l’ingegnere d’Urso, come previsto dalla disposizione commissariale di nomina, avrebbe dovuto fornire mensilmente al presidente.  Già il 19 marzo 2021 con l’interrogazione 2060, a risposta scritta, avevo chiesto al presidente Musumeci copia delle relazioni presentate fino a quella data – continua – Una richiesta caduta nel dimenticatoio, come successo ai successivi solleciti inoltrati con le interrogazioni del 10 aprile 2021, del 23 giugno 2021 e dell’ 8 settembre 2021. Il governo non ha ritenuto opportuno rispondere, nè dare spiegazioni su come stesse procedendo il programma di realizzazione dei posti letto in terapia intensiva. Ora la Sicilia sta per passare in zona arancione, proprio perché poco è stato fatto in più rispetto alla situazione censita a novembre 2020, prima della nomina di D’Urso, quando i posti letto in terapia intensiva erano 728. Un evento grave – conclude Dipasquale -  per il quale non accetteremo lacrime di coccodrillo ne scaricabarile”.

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