sabato, 25 giugno 2022

Radio Sole News

“Sulle ali della libertà”, premio di poesie in memoria di Alessandro Fariello
Bonus Sicilia: contributi a fondo perduto per imprese ricadenti nel territorio del GAL Terra Barocca. Domande dal 20 maggio al 6 giugno
Vigili del Fuoco recuperano capodoglio spiaggiato a Scoglitti
Vittoria, sabato la premiazione di ‘Ti POrto con me’ in memoria di Alessio e Simone D’Antonio
"Volevo vendicarmi della comunità vittoriese", così l'assassino di Bruna
Vittoria, Consiglio Comunale compatto: nuovo indirizzo per le zone blu

Producevano e vendevano farmaci per dimagrige con sostante stupefacenti

11 febbraio 2022

13 persone sono state rinviate a giudizio nell’ambito dell’operazione denominata "Ghost Drug-Lab". Si tratta di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Gela, tra il 2016 e il 2020, sotto la direzione degli inquirenti della locale Procura della Repubblica. I soggetti sono originari delle province di Caltanissetta, Agrigento e Catania ed operavano per lo più sul territorio gelese. I reati contestati risultano, a vario titolo, connessi alla produzione e commercializzazione non autorizzata di capsule dimagranti a base di sostanze classificate come stupefacenti o psicotrope. L'operazione ha permesso di ricostruire l’esistenza di una vera e propria filiera di produzione e distribuzione di capsule dimagranti e medicinali illegali, anche attraverso la determinante collaborazione di due medici dietologi gelesi, i quali, secondo l'ipotesi sostenuta dalla Procura, prescrivevano ai propri pazienti l’assunzione delle capsule nelle terapie a scopo dimagrante. 

Dalle indagini preliminari è emerso che ogni confezione di capsule dimagranti prodotta dagli indagati conteneva 180 capsule a base di "efedrina" (noto precursore utilizzato per la produzione di sostanze stupefacenti). Il paziente/assuntore, per dimagrire, ne assumeva circa 5 al giorno. L'approvvigionamento delle sostanze chimiche necessarie, tra le quali anche il "Sildenafil" (farmaco per la cura delle disfunzioni erettili) e il "Fenadol" (farmaco antinfiammatorio e antireumatico), nonché diverse tipologie di amminoacidi, avveniva ad opera di un farmacista locale, il quale si riforniva presso due distributori (a Palermo e in Provincia di Prato) ed era impegnato, al contempo, anche nella pubblicizzazione e commercializzazione "sotto banco" del prodotto sul territorio. 

La raffinazione delle sostanze avveniva ad opera di un secondo farmacista gelese, non iscritto all’Albo, all’interno di un laboratorio occulto dove, a seguito di perquisizione, sono state rinvenute le attrezzature ed i materiali utilizzati per la preparazione e la sintesi delle sostanze farmacologiche per uso dimagrante, antinfiammatorio, antidolorifico, anabolizzante e per la cura delle disfunzioni erettili.

L'immissione in commercio dei preparati avveniva, secondo gli accertamenti investigativi, anche attraverso un "bar-tabacchi" gelese che era nella diretta disponibilità del farmacista non iscritto all’Albo.  Le capsule erano inoltre vendute attraverso una rete di consegna diretta nelle abitazioni degli acquirenti/assuntori. In altri casi, la commercializzazione avveniva tramite spedizione con corriere espresso, dietro pagamento del relativo corrispettivo attraverso la "ricarica" di una carta postepay. Le indagini, svolte anche mediante accertamenti bancari e fiscali, hanno consentito di quantificare il profitto illecito complessivamente conseguito dagli indagati in 579.000 euro, considerando che una confezione contenente 180 capsule veniva venduta al prezzo di 75 euro. 

Podcast di Radio Sole

TROVACI SU:

logo profilo facebook  logo pagina facebook    logo gruppo facebook  logo twitter   logo youtube   feed

Sostieni la Radio

Grazie per il vostro contributo