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La Cna, però, convidide le ragioni ma non il metodo

21 febbraio 2022 

 

E’ partita nella notte la protesta degli autotrasportatori. Il fulcro, per quanto riguarda la Sicilia,  è Catania, ma sono previste manifestazioni anche da Ragusa a Palermo sino a Messina. Gli autotrasportatori siciliani che aderiscono all’Aias, ma anche molti autonomi, non vogliono più aspettare e davanti alle mancate risposte e ai rinvii del governo nazionale sulla questione 'caro carburante' hanno deciso di far sentire la propria voce. Per questo, manifesteranno lungo le grandi vie di comunicazioni. Non un blocco del traffico, quindi, ma un presidio formato da centinaia e centinaia di mezzi, dai più piccoli, fino ai Tir . A Catania, l’Aias ha deciso di concentrare i propri iscritti al casello di San Gregorio dell’Autostrada Messina-Catania; al porto, altro punto nevralgico per il traffico merci, e infine alla Zona industriale, nella grande rotatoria, vicino all’Ikea, punto nevralgico per raggiungere i vari blocchi produttivi a sud della città.

 

Non è d'accordo la CNA-FITA che, pur condividendo le ragioni della protesta,  non ne condivide il metodo. “L’annunciato blocco dell’autotrasporto proclamato da alcune sigle- – affermano il presidente Saro Tumino e i responsabili regionali Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto – è la solita e piccola fuga in avanti. Non è spegnendo i motori dei camion e bloccando l’economia siciliana che si contrasta la crisi che sta travolgendo il comparto dell’autotrasporto. Non è qui, nella nostra isola, che si decidono i sostegni e gli aiuti per fronteggiare l’aumento esponenziale del carburante e dei costi di gestione delle attività (italiane e europee) del settore. Il blocco fatto in questo modo serve solo a soddisfare il protagonismo fine a se stesso dei soliti”.

 “Qui non è in gioco solo il destino dell’autotrasporto – affermano – qui rischia la paralisi l’intero sistema economico siciliano. E poi è risaputo che lunedì, 21 febbraio, c’è un incontro tra le Organizzazioni e il governo proprio su questi temi. Così come è risaputo che l’intero settore è in stato d’agitazione. Che senso ha allora questa fuga in avanti? Se non la voglia di esibirsi che diventa prevalente sugli interessi generali della categoria. CNA fa appello alle Prefetture e alle Questure siciliane – concludono Tumino, Stracquadanio e Taranto – affinchè agli autotrasportatori, che non condividono l’impostazione della protesta, venga garantito il diritto di spostarsi liberamente. L’imposizione di alcuni non può diventare regola generale”.

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