mercoledì, 01 febbraio 2023

Radio Sole News

Commissione Mercato Ortofrutticolo di Vittoria, concluso l'iter
Il sindaco Francesco Aiello ha concluso l’iter delle procedure per la nomina dei componenti della Commissione del Mercato ortofrutticolo di Vittoria. L’ultima composizione risale al 2016 e secondo quanto disposto dal regolamento, i componenti rim...
Vittoria, FdI: “Via Lavore: semafori non funzionanti e strada dissestata. Un pericolo ignorato dall’amministrazione”
Via Lavore, già teatro di tragici incidenti, rappresenta ancora un oggi un grande pericolo. A denunciarlo sono i consiglieri Monia Cannata e Pippo Scuderi di Fratelli d’Italia che hanno presentato un’interrogazione per chiedere quali interventi s...
Comiso, al via oggi la festa liturgica in onore del Patrono
“Come ogni anno, San Biagio si ripropone a tutti come “festa di memoria” in quanto al nostro santo patrono si riannoda la vita stessa di tutta la comunità cittadina. La memoria custodita e tramandata si fa lode al Signore, “gloria e corona dei ...
Ordigno bellico trovato ad Acate, strada chiusa al traffico
Un ordigno della seconda guerra mondiale è stato ritrovato ieri pomeriggio ad Acate, precisamente sulla Provinciale 87 a circa 150 metri dall’incrocio con la statale 115 nel tratto Vittoria-Gela. La zona è stata chiusa al traffico con un’ordin...
Mercuriale agricola, botta e risposta fra Italia Viva e Amministrazione Comunale
“Finalmente, dopo 24 giorni dalla soppressione della mercuriale, il mondo agricolo ha ricevuto la giustificazione dei motivi da parte del delegato all’Agricoltura del sindaco. A nostro modo di vedere, le ragioni che l’Amministrazione illustr...
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21 febbraio 2022

Riceviamo e pubblichiamo dal pedagogista Giuseppe Raffa:

 

Si è parlato molto e si sta parlando di cyberbullismo: è accaduto la settimana scorsa, per il Safer Internet Day, e non solo. Giusto, corretto. Si parla anche di baby gang, un fenomeno assai vivo, più che mai vegeto da noi e in Italia, come riferiscono alcuni, gravi fatti di cronaca con al centro giovani e giovanissimi. A Padova frotte di ragazzi hanno preso la brutta abitudine di darsi appuntamento ogni sabato per darsele di santa ragione. A Catania, Napoli e a Milano preoccupa la cosiddetta “movida violenta”. Si tratta di violenza immotivata, becera, nichilista, a sentore Umberto  Galimberti. Tutto vero e assai preoccupante. Si parla poco, invece, di bullismo scolastico, cioè la violenza che corre tra i banchi di scuola. E che dappertutto turba i giorni e le notti di dirigenti scolastici, insegnanti, genitori e degli stessi ragazzi. A Rimini una vittima ha accoltellato un coetaneo dopo mesi di vessazioni non viste e impunite. In Australia una giovane vittima si è tolta la vita per rabbia e frustrazione. Chi credeva che il Covid avrebbe cancellato i bullismi in presenza, ha dovuto fare precipitosa marcia indietro: la pandemia non solo ha accelerato il fenomeno, ma anche contribuito a diversificare l’impatto e le direzioni dello stesso. Non solo. Le restrizioni, il distanziamento, le mascherine, il divieto d’incontrare i coetanei ha incrementato la violenza in strada, in rete e, appunto, a scuola. Lo dimostrano le svariate decine di genitori e insegnanti che mi chiamano per via dell’imperversare del nuovo bullismo in presenza, sia alle scuole elementari, che alle secondarie. Dove non si contano i casi di violenza tra coetanei. Dove i preadolescenti e gli adolescenti che hanno cambiato di botto abitudini e modi di vivere sono un piccolo esercito: ne ho visti e sentiti almeno una decina nel corso degli ultimi 15 giorni. Come quelli che non escono più di casa, che studiano poco o niente, che sono demotivati e tristi: ne avrò contati quasi una ventina, ultimamente. E che dire di quelli che si sono immersi fino ai capelli nel mondo virtuale rinunciando, di fatto, ad ogni contatto con coetanei e adulti di riferimento. Cosa sta accadendo ai nostri ragazzi? A cosa è dovuto il loro cambio di rotta nella vita e negli studi? C’è forse di mezzo il bullismo scolastico? O magari è colpa del Covid? Il virus ha certamente fatto danni sia agli adulti che ai giovani. E’ vero. Come è vero che la violenza subìta è spesso una delle principali cause dell’abbandono scolastico e del ritiro sociale degli adolescenti. Lo sostengono gli studiosi di tutto il mondo. E lo attestano le ultime ricerche sui bullismi giovanili. Occorre intervenire. A Vittoria, in provincia, dappertutto. Urgono azioni ed interventi straordinari. Ma bisogna fare in fretta. Il nuovo disagio giovanile non aspetta nessuno. Né a scuola, né in strada, né nelle tecnologie. Giusto, ma da dove cominciare? Dai risultati delle ricerche precedenti il Covid-19. In epoca pre pandemica un alunno su due alle elementari era bullizzato. Alle medie un ragazzo su tre subiva le angherie dei coetanei violenti. In Sicilia i risultati di una mia ricerca dicevano che la metà di oltre 3000 alunni maschi tra gli 11 e i 15 anni erano letteralmente terrorizzati dal bullismo tra i banchi. Con le femmine che dichiaravano di patire di più il bullismo tecnologico. Solo il 3% degli studenti siciliani mi ha rivelato  di rivolgersi agli insegnanti per chiedere aiuto. Detto questo, servono azioni locali, regionali e nazionali prorompenti e assai serie. Azioni tese ad aiutare i ragazzi e a  supportare le famiglie, cioè laddove nasce il fenomeno della violenza giovanile. Penso ad interventi che sollecitino il recupero della funzione genitoriale. E che soprattutto forniscano alle famiglie le nuove abilità pedagogiche e tecnologiche per educare le ultime generazioni. Ne va da sé che occorre coinvolgere scuole, i luoghi dove i bullismi si affinano e si sviluppano. Il rischio di sottovalutare i nuovi bullismi è purtroppo concreto. E sarebbe un gravissimo errore.  L’ennesimo verso giovani e famiglie. 

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