sabato, 25 giugno 2022

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21 marzo 2022

 

Si celebra oggi la Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un appuntamento che quest’anno assume un valore ancora più importante, a trent’anni dall’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme alle loro scorte. La manifestazione si svolgerà a Napoli, che sarà la piazza principale, ma vedrà collegate in contemporanea centinaia di piazze in Italia e nel mondo. A Vittoria è in programma una manifestazione che ha preso il via davanti alla Basilica di San Giovanni. Qui è prevista la lettura degli oltre mille nomi  delle vittime innocenti della mafie. Già ieri sera, come documentano le foto, sono stati organizzati alcuni momenti in piazza del Popolo. “In piazza con Libera per continuare il nostro impegno contro le Mafie, dichiara Peppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa, e la loro aggressione a territorio. Vittoria è una  Città fortemente colpita dalle mafie, nell'economia, dentro i settori strategici determinando impoverimento, inquinamento e sfruttamento del lavoro. Molti sono i beni sequestrati a mafiosi negli ultimi anni,  fra questi anche aziende importanti nel settore degli imballaggi, oggi in amministrazione giudiziaria. La sfida per questa comunità è resistere alle penetrazioni mafiose nell'economia e nella società, e ciò comporta assunzione concreta di responsabilità a partire dalle scelta di stare sempre dalla parte giusta isolando le organizzazioni criminali soprattutto quando operano nell'economia ufficiale. Per questo è importante restituire le aziende confiscate alla comunità,  al lavoratori e al territorio per affermare il principio che la legalità può garantire dignità e diritti mentre la mafia uccide il lavoro.”

 

"Quest'anno- aggiunge il giornalista Giuseppe Bascietto- la mia Vittoria è la piazza principale. Significa molto per una città che è stata devastata dalle mafie e dove le mafie continuano a spadroneggiare liberamente su tutto il territorio incutendo paura e terrore. Negli anni è stato questo il contesto in cui si è formato e continua a formarsi quella sorta di contiguità, il brodo di coltura, che ha consentito alle èlite malavitose di crescere e di pretendere di porsi al livello degli altri interessi, di generare codici di comportamento e regole che hanno costituito l’insieme di una nuova cultura da imporre con la violenza. E'nata così e si è imposta l’industria della protezione. La stessa che domina su Vittoria da parecchi decenni. Essa mutua dalla mafia i codici di comportamento e le regole 'etiche' perché radicate nell’inconscio collettivo e perciò capaci di generare paura, rispetto, omertà". Bascietto è oggi a Vittoria  "per tenere accesa- dice- la fiaccola della speranza che Libera accenderà. La speranza di vedere rinascere una città che con il suo lavoro e quello dei suoi abitanti costituisce un'eccellenza nel panorama economico nazionale grazie a tutte le aziende di rilievo che sono nate e si sono sviluppate in questo territorio. Gente che ha investito dove nessuno voleva investire perchè c'era la mafia e perchè c'erano i morti ammazzati. In media uno ogni tre giorni negli anni a cavallo tra il 1989 e 1992. Adesso tenere accesa e viva la fiaccola della speranza spetta ai cittadini. Sono sicuro che la città uscirà da questo tunnel e saprà riscattarsi da un passato criminale che l'ha vista protagonista in negativo in Sicilia e in Italia".

(Foto dal profilo Fb di Fabrizio Licitra)

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