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06 aprile 2022

 

Abbandono di minore. Con questa accusa la Polizia di Stato- Squadra Mobile e Commissariato di Comiso, con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo di Roma- ha tratto in arresto ieri,  una donna di 36 anni, A.E. L’arresto è scattato su esecuzione dell’ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ragusa.

La vicenda risale al 2019, quando all’interno di un’abitazione di Comiso veniva segnalato il decesso di un neonato. Sul posto la madre del piccolo riferiva di averlo allattato nelle prime ore del mattino, di averlo nuovamente messo a letto ma di essersi accorta che il figlioletto emetteva degli strani rumori. Soltanto dopo qualche ora si accorgeva che il piccolo non dava più segni di vita. Il personale sanitario, avvertito dopo diverse ore, non poteva fare altro che accertarne la morte.

Le indagini, avviate dagli inquirenti su disposizione della Procura Ordinaria, permettevano di raccogliere gravissimi indizi di colpevolezza in capo alla donna. Si accertava infatti che il bambino, sin dalla nascita, era stato lasciato dalla madre in totale stato di abbandono, privato di qualsiasi assistenza sanitaria e specialistica, anche di fronte ad un episodio di frattura del braccino a seguito di una caduta accidentale dalla culla e di una polmonite. L’atteggiamento omissivo della donna, nonostante i diversi tentativi di familiari e conoscenti a far visitare il piccolo, comprometteva il suo stato di salute tanto da provocarne la morte. Decisiva la complessa relazione tecnica del medico legale, professor Giulio Di Mizio, nominato consulente della Procura, che ne accertava la morte per la gravissima situazione clinica emersa.      

Dopo gli adempimenti di rito, la donna è stata condotta agli arresti domiciliari, a disposizione della magistratura.

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