giovedì, 08 dicembre 2022

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07 aprile 2022

 

"Uno scempio, quello di piazza del Popolo,  a Vittoria. Alberi capitozzati, recisi, fatti letteralmente a pezzi. Un'azione selvaggia,  non preceduta da alcuna concertazione con le associazioni, e illegale sotto molteplici profili, rispetto ai quali proporrò di richiedere l'esame della magistratura penale, alla quale andranno trasmessi gli atti per un doveroso controllo di legalità". A dirlo, Piero Gurrieri (m5s), avvocato, giornalista e già candidato sindaco a Vittoria.

"Il problema non è la possibilità, nell'ambito di una riqualificazione della piazza, di apportare cambiamenti, anche in ordine alle specie arboree presenti, e all'ipotesi di loro trasferimento ad altro sito" - prosegue Gurrieri - "Il problema è, invece, che queste azioni sono state decise in solitaria, e in violazione delle norme di legge che, come ieri sera abbiamo spiegato sul luogo del delitto con Isabella Terranova (di Fare Verde Vittoria),  obbligano i Comuni - compreso il nostro, che non è una Repubblica a parte - a determinati adempimenti,  che riteniamo siano stati omessi".

"Per avviare operazioni di gestione del verde su aree cittadine" - spiega - "occorre attenersi alle prescrizioni recate dal D.M.10 marzo 2020 del Ministero dell’Ambiente, pubblicato nel n. 90 della Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2020. Un decreto che si applica al servizio di progettazione di aree verdi o riqualificazione di aree esistenti, come anche alla gestione e manutenzione del verde; e ciò vale per appalti di qualunque importo, anche sotto soglia; non attenersi a queste regole, per la legge italiana può costituire reato".

Gurrieri spiega ancora: "Il decreto richiede alle amministrazioni comunali di applicare censimento del verde, piano del verde, regolamento del verde pubblico e bilancio arboreo. Richiede che la riqualificazione di aree verdi sia preceduta da una progettazione con staff di professionisti esperti; che gli interventi siano sempre eseguiti creando il minore danno alla fauna presente nell’area; che occorra limitare gli interventi di potatura delle alberature per evitare l’alterazione della morfologia della chioma, e che essi debbano essere svolti da personale competente, in periodi che non arrecano danni alla pianta e effettuati solo in casi strettamente necessari".

"Potrei continuare" - dice - "mi fermo qui. Dicendo che di tutto ciò non esiste traccia nell'atto di affidamento alla ditta, unica partecipante, dei lavori in questione, nè nel comunicato stampa diramato dall'amministrazione, che pertanto ora deve esibire la documentazione richiesta dalla legge prima ai cittadini e alle associazioni, e poi al giudice. Come dovrà esibire le relazioni tecniche che dimostrino tutte le circostanze richiamate nel preambolo dell'atto di affidamento: dai danni alle grotte prodotti dalle radici alla insussistenza del rischio di cedimenti e frane per effetto della recisione degli alberi, fino alla localizzazione dei siti di nuova piantumazione con relative compatibilità, e tutto quanto è asserito ma non documentato".

"Lasciamo perdere, per carità di patria, le responsabilità politiche di chi tanti anni fa decise di piantumare, in zone inappropriate e senza alcun criterio, decine di alberi. Ma i polmoni verdi di questa Città, la cui Villa è chiusa da tempo, l'ex campo di Concentramento ridotto ad un immondezzaio a cielo aperto e le strade di accesso all'ospedale impraticabili anche alle ambulanze a causa di radici - per non parlare di altri siti che sono stati purtroppo il teatro di una recente tragedia, e che meritavano una priorità - sono al minimo, e noi Vittoriesi non possiamo consentire una nuova violenza alla Città. Occhi aperti, dunque e sabato alle 18:30 tutti in piazza" conclude.

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