venerdì, 09 dicembre 2022

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11 aprile 2022

 

Si è svolto sabato scorso il sit-in promosso da Fare Verde e supportato da altre associazioni ambientaliste contro il taglio e l’estirpazione degli alberi di Piazza del Popolo. “Scelte discutibili da parte dell’amministrazione- scrivono- il voler a tutti i costi privare la Piazza Del Popolo degli alberi. ll verde pubblico, bene pregiato della collettività che ha insito il buon equilibrio della salubrità delle nostre città, viene ancora una volta compromesso con una rovinosa capitozzatura ed estirpazione totale di altri alberi, anche se piantumati altrove ed ormai, purtroppo, mancato rifugio per tanti uccellini autoctoni. Come associazione ambientalista, e con noi tanti cittadini, ci chiediamo (nonostante le reali criticità esistenti provocate da alberi che non dovevano essere certamente piantati in un centro abitato) se era possibile fare qualcosa per salvare questi monumenti della natura in pieno centro storico. Chiediamo con determinazione un cambio di paradigma ai nostri amministratori nella gestione del verde pubblico: non taglio di alberi ma incremento del patrimonio arboreo, tutela incondizionata del verde, programmazione per una martellante comunicazione e educazione ambientale a rispetto del territorio e dell’ambiente. Fare Verde Vittoria- scrivono ancora- intende il verde pubblico come principio di assoluta bellezza compatibile con gli edifici storici e naturalmente sempre nella tutela della sicurezza per i cittadini. Faremo richiesta di accesso agli atti per visionare se relazioni tecniche a supporto giustificano questo taglio di alberi o quello che intuiamo sono soltanto scelte dell’amministrazione con una visione non certo green della città. Saremmo lieti di essere smentiti, avendo pubblica contezza di un eventuale lungimirante programma sul verde pubblico basato sulla competenza e sull’ampliamento, per una città certamente bisognosa e deficitaria in tal senso”.     

Sulla questione interviene l’architetto Arcangelo Mazza che commenta: il sindaco toglie gli alberi da piazza del Popolo. Protestano gli ambientalisti e c’è chi fa denuncia alla Procura! Santa Procura…tutto e sempre alla Procura”.

“Denunciate alla Procura- aggiunge- la crisi idrica, lo scempio dell’erosione della costa, l’abbandono della Riserva Naturale, la sicurezza stradale, il sistema infrastrutturale dei nostri territori e ancora mille cose e mille diritti negati a questo popolo. Fatelo, mentre milioni di euro vengono spese per mostre, esposizioni, centri culturali, sportivi da Roma in su. Denunciate l’impoverimento di questo territorio, dove un sindaco non può avere dipendenti, dirigenti, operai, risorse per assicurare concorsi pubblici e servizi ai cittadini. Denunciate anche questo alla Procura”. Tornando agli alberi, poi, Mazza aggiunge: ringrazio il sindaco di aver reso giustizia all’urbanistica e all’architettura di quella Piazza. Gli alberi sono tati tolti perché un pericolo le loro radici al suolo sottostante, dove insistono sistemi di aggrottati, ed alla devastazione della pavimentazione in superficie. Misura necessaria ed inevitabile. Ma in realtà,non so se coscienti o meno, si è attuata una vera e propria operazione di ‘restauro di liberazione’. L’urbanistica della città di Vittoria è noto essere a scacchiera e rispondete a canoni precisi individuati per le città di fondazione che prevedano misure e rapporti spaziali per le piazze finalizzate al loro uso e alla loro percezione spaziale ed architettonica. Avere piantumano degli alberi perimetrali alla piazza è stato un grossolano errore del passato, sia sotto il profilo storico-urbanistico, di arredo della piazza che percettivo, avendo di fatto creato una barriera visiva. Non c’è testimonianza in tal senso in nessuna piazza storica di città nel mondo. Togliere gli alberi significa non essere sensibili, attenti al mondo naturale? No!”. 

“Gli alberi- aggiunge Mazza- devono stare nelle città, ma all’interno del loro contesto naturalistico fatto di verde diffuso, aree libere, suoli non asfaltati o pavimentati, insomma. Gli alberi devono stare nei giardini, nelle ville, nei luoghi dove il verde impone il suo dominio e la sua natura.  La protesta e le denunce andavano fatte per aver ‘violentato’ la natura imponendo ad essa una vita in un contesto urbanizzato finalizzato al nulla. Altra cosa è l’arredo urbano. Il verde diventa importante se scelto con cognizione di causa per viali, per spazi destinati a giardini urbani, per lunghi percorsi panoramici paesaggistici dove la percezione del sistema ambientale diventa un valore aggiunto. È risorta la piazza. È risorto il Teatro e la chiesa delle Grazie. È risorto il nucleo urbano ottocentesco. Un popolo che non comprende la differenza fra distruzione e recupero, fra conservazione e innovazione- conclude l’architetto- è un popolo che non avrà mai futuro. Bravo sindaco e Giunta, cosa ben fatta”. 

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